lunedì 13 dicembre 2010

Time travellers' wife.



CLARE: Sono circa le sei del mattino, e sto dormendo il sonno leggero e affolato di sogni dell'alba quando Henry mi sveglia di colpo e mi rendo conto che è stato lontano. Praticamente si materializza sopra di me, io grido e ci spaventiamo a morte a vicenda, poi lui comincia a ridere e a rotolare e io rotolo sopra di lui e lo guardo e mi accorgo che sanguina dalla bocca. Salto su per andare a prendere un asciugamano, ed Henry sta ancora sorridendo quando torno per tamponargli la ferita sul labbro.
"Cosa ti è successo?"
"Mi hai tirato una scarpa."
Non ricordo di avergli mai tirato niente.
"Non è vero."

"Invece sì. Ci siamo incontrati per la primissima volta e non appena mi hai visto hai detto - questo è l'umo che sposerò, e mi hai tirato una scarpa. L'ho sempre sostenuto che non hai alcun talento per giudicare il tuo prossimo."


- A. Niffenegger, La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo

Rinasco sempre di luglio, quando faccio l'amore per quattro volte di fila con te. Mi cambi i connotati, le influenze zodiacali, le ore solari. In questa vita, o in quell'altra, è stato sempre - ne sono certa - il ticchettio del tuo orologio da polso che m'ha scandito le stagioni.



[ Perché il tempo ci sfugge, ma il segno del tempo rimane. ]

Scartiamo i regali.

Dormi ancora.
C'è un po' di quel freddo beffardo che é buono solo per rintanarsi ancora di più, e dire sti cazzi al mondo. Fuori, teoricamente, tutto potrebbe essere finito. Metti che quando ti svegli ti ritrovi con solo me, affianco, metti che non c'è più niente.
Ti spaventeresti, o rimarresti incredulo per un po', per poi scricchiolare un sorriso?
Mi domandi cosa c'è che non va, e io faccio finta di interrogare i fondi del caffé: non c'è niente, che non vada. Il sole fa il solito giro, oggi finirà tra qualche ora, e domani non ci sarà comunque niente al mondo che valga la pena di vivere se non i tuoi saltelli di gioia perché hai scartato un regalo.
Scarta tutti i regali di questo mondo, scartami gli occhi, prosciugami i liquidi. Sarò comunque terreno fertile, ché anche il deserto annuisce al sole e acconsente ai raggi. E' un destino che gli è stato imposto, ma noi siamo arbitri dell'oggi e del domani.

E abbiamo capito insieme, come si materializzano le oasi.