Dormi ancora.
C'è un po' di quel freddo beffardo che é buono solo per rintanarsi ancora di più, e dire sti cazzi al mondo. Fuori, teoricamente, tutto potrebbe essere finito. Metti che quando ti svegli ti ritrovi con solo me, affianco, metti che non c'è più niente.
Ti spaventeresti, o rimarresti incredulo per un po', per poi scricchiolare un sorriso?
Mi domandi cosa c'è che non va, e io faccio finta di interrogare i fondi del caffé: non c'è niente, che non vada. Il sole fa il solito giro, oggi finirà tra qualche ora, e domani non ci sarà comunque niente al mondo che valga la pena di vivere se non i tuoi saltelli di gioia perché hai scartato un regalo.
Scarta tutti i regali di questo mondo, scartami gli occhi, prosciugami i liquidi. Sarò comunque terreno fertile, ché anche il deserto annuisce al sole e acconsente ai raggi. E' un destino che gli è stato imposto, ma noi siamo arbitri dell'oggi e del domani.
E abbiamo capito insieme, come si materializzano le oasi.
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